Ruscello prima e dopo la cura

Il Rimaggio è un torrente-fiume dal passato glorioso: addirittura navigabile fino al 1600 ospita tutt’ora numerose specie di pesci, alcuni piccoli non facilmente identificabili ma soprattutto trote e (tanti) cavedani.

Quanto poteva essere grande un Cavedano cresciuto in un ruscello piccolissimo con acque veramente modeste soprattutto nelle giornate senza pioggia? Me lo sono domandato spesso e l’ho scoperto dopo il disgraziato intervento delle ruspe che hanno tagliato l’erba non solo nei tratti pedonabili ma anche falciando le piante spontanee del suddetto ruscello.

Eccolo un bel cavedano di almeno trenta centimetri falcidiato da un intervento fuoriluogo… e speriamo che le Gallinelle d’Acqua viste pochi giorni fa’ con i pulcini come le germanate con la loro prole come la Natrice dal Collare e le Rane Verdi eccetera eccetera siano rimaste solo traumatizzate ma non falciate dalla sciagurata ruspa…

caveedano-morto

E com’era il ruscello prima e dopo la cura potete capirlo anche dal confronto di queste due foto: folto di vegetazione e popolato in primis da Garzette e poi raso al suolo appena passata la ruspa…

 

E speriamo che ricrescano presto le piante spontanee come il grande e bellissimo farfaraccio e speriamo che tornino presto le farfalle e tutti gli animali grandi e piccoli che lo popolavano e speriamo anche che finischino presto i soldi per questa cazzate di interventi che fanno solo danni… a me non rimane che osservare perplesso come questo Airone Grigio Cenerino

airone-cenerino-perplesso

Ed eccola infatti la Gallinella d’Acqua che avevo osservato pochi giorni prima con prole sola soletta ed apparentemente frastornata in un ambiente dove non può neanche sottrarsi ad occhi indiscreti… ma perché non rimodulare questi itnerventi lasciando intatta la folra flora fluviale e limitarsi alla raccolta di sacchi di plastica e rifiuti vari che stupidamente vengono buttati nei ruscelli?

galinella-solitaria

Va peraltro detto che flora e fauna sono diversamente colpite da questo tipo di interventi… il Farfaraccio non ha problemi a ricrescere dopo un po’ di tempo viceversa alcune anatre rischiamo di essere ammazzate e per esse (almeno in questo mondo) non c’è resurrezione… allora si potrebbe prevedere non solo una moderazione di questi interventi ma anche una tempistica programmata lontana dal periodo riproduttivo quanto meno…

 

A distanza di qualche mese dall’intervento distruttore la Gallinella d’Acqua si aggira più o meno nello stesso tratto di ruscello dove nel frattempo è ricrescitua parte della vegetazione con il suo solito incedere un po’ a scatti nervosi cambiando spesso direzione che ha contribuito a definirla Gallinella… ricooscibilissima dunque per il suo incedere a mo’ di gallina ma anche per il becco rosso e il bianco evidente non solo sulle ali ma sulla parte posteriore.

 

E nello stesso punto in cui c’era la gallinella d’acqua con la sua prole ecco a settembre apparire questa simpatica anatra (o papera che dir so voglia) che non lascia questo specchio d’acqua neanche quando si avvicinano i cani abbaiando ma placidamente si allontana dal molestatore di turno…

papera-laghetto

Ed eccoci a febbraio dell’anno successivo all’intervento sciagurato di pulizia del torrente: un Germano Reale maschio coloratissimo gode delle attenzioni di due femmine – più mimetiche perché responsabili di future cove: confidiamo nei futuri pulcini e nel consorzio di bonifica che scelga il momento della pulizia lontano dal periodo riproduttivo…

 

D’altro canto è molto curioso lo stile di pulizia che vine adottato in queste occasioni così come per ripulire le aree verdi adiacenti: si attua un taglio impietoso di tutte le piante ad alzo zero e si lascia tutto il sudicio (plastica, sacchi e bottiglie abbandonate) abbandonato a sé stesso nell’attesa che le erbacce ricoprino il tutto fino al prossimo taglio…

 

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3 pensieri su “Ruscello prima e dopo la cura

  1. Ciao Enrico! Concordo, questi interventi sono devastanti per la poca natura che si ostina a rimanere in città e – mi pare – abbastanza insensati dal punto della sicurezza idraulica, visto che la vegetazione erbacea non crea certamente problemi in caso di piena. Comunque andrebbero evitati durante la stagione riproduttiva degli uccelli, ancora in corso.
    Come si potrebbe avviare un tavolo di discussione con l’autorità di bacino?

    Mi piace

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