Bagno a Ripoli: portale di arte, natura e paesaggi

Bagno a Ripoli è una bellissima cittadina a sud di Firenze, appena dopo Sorgane è punto di accesso a chi vuole visitare il Val d’Arno o il Casentino ma è anche portale ad una serie di zone verdi e di campagna bellissime appena fuori dalla trafficatissima Via Roma. E’ un paese curiosamente senza piazza ma comunque Paese grazie al ricco spirito dei suoi abitanti che hanno lasciato un bel po’ di testimonianze significative nel corso dei secoli ma che, anche nei suoi contemporanei, vede un popolo di custodi di informazioni e tradizioni locali: come quelli che compongono il Gruppo Trekking Bagno a Ripoli che ha permesso la realizzazione di questo percorso insegnandoci a leggere la natura, l’arte e la storia che lo caratterizza. Bagno a Ripoli è dunque un paese senza piazza ma è quasi fosse beneficiario di un segreto invito (segreto ma alla portata di tutti coloro che sanno ascoltarlo) di considerare la piazza del paese il verde che lo circonda quasi come se il verde fosse la sua piazza da visitare ogni giorno magari con gli amici per ri-trovarsi camminando a chiacchierare del più e del meno ed accorgersi in pochi passi (percorso di circa 6 Km e 2 ore di cammino) di essere circondati da caprioli, piante medicinali, case torri e paesaggi meravigliosi. Cominciamo dalla…

Casa del Popolo

La Casa del Popolo fondata nel 1884 come “Società Cooperativa Alimentaria di Mutuo Soccorso e Assistenza fra gli operai del Bagno a Ripoli” ed attualmente Circolo ARCI è il ritrovo di molte anime del paese tutti ospiti (gli amanti del calcino o del ping-ong o del thai-chi, il Gruppo Trekking Bagno a Ripoli, i partecipanti ai corsi di alfabetizzazione digitale, ecc.) di queste mura che tante passioni diverse hanno visto vivere nel corso dei secoli e chissà quali vedranno in futuro. Dal circolo conviene attraversare la strada per chiedere gentilmente al negozio Papi Calzature, che ha sede nella Casa Pretorile, di poter visionare lo stemma storico ed originale di Bagno a Ripoli scolpito su un architrave per poi dirigersi verso…

Piazza della pace (resti romani) e Via Roma in salita

Prendendo Via Roma in direzione Casentino, vicino all’ufficio postale sono visibili i resti di un edificio e di pavimentazioni in coccio pesto dove sono state trovate numerose monete e reperti in vetro, a testimonianza della vitalità del paese in epoca romana. Continuando a percorrere subito in salita la trafficatissima Via Roma  in direzione San Donato comincia lo snoccialarsi di Tabernacoli antichi con rappresentazioni di Madonne che hanno patito lo scorrere del tempo ma conservano ancora il loro antico fascino e che accompagneranno i nostri passi incessantemente fino al ritorno al punto di partenza (il primo che troviamo al civico 195, nel palazzo dove a piano terra c’è la pasticceria Maioli, aveva sede forse un antico Spedale). Si prosegue su via Roma nella stessa direzione, lasciando sulla sinistra Via della Martellina, che era il percorso originario della via Aretina. Sulla destra troviamo la caserma dei carabinieri, già sede della Casa del Popolo. Proseguendo, si trova sulla destra la cappella  dedicata nel 1860 a Emilia Bicchierai.

Si comincia ad uscire dal traffico per Via Torta per Baroncelli

Prendendo presto a destra per Via Agnoletti e subito dopo per la tortuosa e immancabilmente denominata Via Torta si comincia a intravedere quali bellissimi paesaggi possono essere goduti durante questo percorso a destra o sinistra dovunque vi voltiate (da Via Torta si ha la visione di tutto il borgo di Bagno a Ripoli e di Firenze: di fronte la villa di Belmonte e a destra si riesce a vedere anche il Mulino del Guasti (ora sede di un albergo). Incrociata la strada comunale di Baroncelli si ha presto la possibilità di visitare la Chiesa di San Tommaso a Baroncelli di antichissima fattura, giriamo intorno alla chiesa e arriviamo sul piazzale antistante la chiesa, che ha una vista unica su Firenze; la vista arriva, nelle giornate limpide, fino alle Apuane..

Riprendendo Via Baroncelli abbandoniamo gradualmente la compagnia di case relattivamente moderne ma sempre fregiate in maniera significativa (subito sulla destra, sulla casa dove abita la famiglia Piccioli, un bellissimo bassorilievo in marmo rappresentante la Madonna) per incontrare una serie di case coloniche bellissime (purtroppo spesso ristrutturate un po’ arditamente magari aggiungendo annessi poi evoluti a sua volta in case e sottraendo spazi un tempo naturali) ma anche case medioevali di varia fattura e varia grandezza spesso orginariamente case torri. Passando davanti al cimitero davanti all’ingresso possiamo ammirare l’Oratorio del Crocifisso, appena restaurato nella parte muraria e sul punto di essere restaurato anche nell’affresco.

Di fronte all’ingresso dell’Azienda agricola Ruvica bisogna continuare sul viottolo di sinistra (sulla destra il campo da golf), giriamo ancora a sinistra e arriviamo in cima al viottolo; qui giriamo a destra e percorriamo la viottola. In mezzo e intorno a tutto ciò descritto tanta natura ovvero animali così tanti e tanti diversi fra loro (colombacci, istrici, caprioli, cinghiali, aironi, fagiani, eccetera) che sembra di essere in un Eden e come in un Eden  bellissime piante spontanee come felci (Equiseti) ed orchidee ma anche importanti piante coltivate come gli immancabili olivi e viti – magari coltivate in maniere tradizionali e curiose (come alcune viti non in filari ma maritate al chioppo di turno ovvero all’albero che generosamente e ingenuamente si è fatto avvinghiare per fare da supporto alla Vite).

Si prosegue per Via de Cent’anni e si torna indietro per Via della Martellina

Proseguiamo e costeggiamo a sinistra la casa torre del podere Centanni, fino ad attraversare l’aia del ristorante omonimo, costeggiamo la recinzione della casa La Croce (fino a poco fa proprietà del cantante Riccardo Marasco), casa da signore medievale poi declassata a casa da lavoratore: tanta natura ma anche tanta storia e tante tradizioni dunque che si presentano  e si dipanano lungo la Via de Cent’anni che ci tiene ancora un po’ in alto e in piena campagna per riprendere, all’altezza di Croce a Varliano, Via Martellina che si incontra appena re-incrociato la pericolosa Via Roma per un breve tanto per tornare, scendendo, al punto di partenza. Per chi ha la pazienza di osservare ma soprattutto per chi conosce antiche usanze e tradizioni sulla via del ritorno (al civico 23) si possono vedere tracce di antiche usanze come quelle dei muratori di vergare l’anno (1877) di quando tiravano su’ un muro e magari lo abbellivano nel frattempo di fregi geometrici oppure i resti di un’antica forma di cortesia verso i viandanti, pellegrini o semplici camminatori del passato, come gli sportellini del vino ovvero la possibilità di bussare a piccoli sportelli di case provviste ovviamente di vigne e ricevere per pochi soldi un bicchiere di vino e una parola di compagnia. Ancora tabernacoli come quello con una croce dello scultore Marcello Guasti o quello con stemmi dei Bardi ma anche testimonianza storiche significative come la targa che commemora l’eccidio dei Manzi (la casa colonica dove avvenne l’eccidio si trova di fronte a destra più in basso). Beh, se a questo punto siete tornati al punto di partenza allora potere anche pensare di rifocillarvi al bar o al ristorante-pizzeria del circolo anche voi in buona compagnia e felici di essere stati in un paese solo apperentemente senza piazza ma di averne visitato, invece, la piazza più bella che potete incontrare al mondo ovvero quella che può apparire agli amanti della natura, dell’arte e della storia.

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Per informazioni e partecipare allo specifico tour di Bagno a Ripoli potete contattare direttamente il Gruppo Trekking Bagno a Ripoli ideatore del tour.

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