La città con il verde ‘fora’

La città del marmo, sicuramente ma anche la città con poco verde nell’area urbana ma assediata da colline e montagne, la città meno toscana della toscana a cominciare dal dialetto che quasi più si avvicina al ligure o al corso. Una città da non abbandonare come recitava l’appello delle donne carrarine durante la seconda guerra mondiale e che è intimamente legata al verde che la circonda. Una città comunque da visitare allontanandosi da essa per magari ritornarci con un punto di vista diverso…

Il Castello Malaspina

Il percorso per arrivare alla destinazione parte dall’inizio di Via Roma dove è situata la sede centrale dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, il castello Malaspina.  L’edificio è uno dei più preziosi di Carrara dopo il Duomo e adiacente al palazzo si trova piazza Gramsci (unica zona semi-verde in centro città). Costeggiando l’edificio accademico e andando in direzione delle scale che portano in Via Plebiscito si giunge nella Piazza Accademia dove si ha l’ingresso alla Biblioteca dell’Accademia e dove si erge il monumento a Mazzini.

Il Duomo

Proseguendo per Via dell’Arancio, una delle vie più caratteristiche del borgo, ci s’incammina verso il Duomo di Carrara, cuore della città, costruito fra XI e XIV secolo, completamente in marmo. La struttura in stile romanico nella facciata frontale presenta il rosone centrale raffigurante una ruota, simbolo della città di Carrara. Nella piazza si può ammirare la fontana del Gigante in onore del dio Nettuno. L’edificio che si trova adiacente alla fontana si chiama casa Pelliccia ed è stata la dimora di Michelangelo.

Piazza delle Erbe

Continuando il percorso attraverso il vicolo del Duomo si raggiunge un’altra importante piazza carrarina: Piazza delle Erbe. La piazza è diventata il simbolo della lotta contro il nazismo da parte delle donne carrarine durante la seconda guerra mondiale. A tale episodio è dedicato il murales raffigurante Francesca Rolla disegnato dagli Orticanoodles. Altra opera degna di nota è il mosaico dell’artista Paolo Neri fissato al muro di via del Mercato dedicato all’anarchico Belgrado Pedrini.

Teatro Animosi

In seguito percorrendo via Rossi si continua il tragitto per Via Santa Maria, sicuramente una delle vie più vive e più belle del passato e si arriva quindi in via Loris Giorgi una via ampia e importante per la presenza di palazzi pregevoli che fu concepita e costruita insieme all’adiacente piazza Alberica dal principe Alberico Cybo Malaspina. Giunti al termine della via si prosegue tenendo la sinistra in direzione di Piazza Battisti dove si può ammirare il Teatro Animosi costruito nel 1840.

Piazza Alberica

Ritornando per un breve tratto sui passi percorsi si entra nella maestosa Piazza Alberica che per anni è stata il vero “salotto” di Carrara centro mondano e punto importante di scambi commerciali.  Giunti alla fine della Piazza si risale per via Ghibellina per poi voltare a sinistra verso il Ponte delle Lacrime.

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Fontana della Sirena

Passato il fiume subito sulla destra (insolitamente deserto di presenze animali forse a causa del forte impatto dell’industria marmifera) si può ammirare la famosa fontana della Sirena protagonista di una nota leggenda apuana. Di fronte invece si può vedere la Chiesa delle Lacrime da cui il ponte appena attraversato ha preso il nome. Il percorso prosegue lungo la via Carriona per poi percorrere la salita di via Grazzano adiacente all’antico ospedale S. Giacomo.

La Padula e il parco di Villa Fabbricotti

Si continua in salita attraversando il Viale Potrignano e si prende la statale 446 in direzione Gragnana. Pochi metri più avanti si arriva a uno degli ingressi della Padula, un edificio in stile neomedievale che un tempo era la dimora del guardiano della villa. Appena attraversato il ponte sopra il torrente Gragnana si possono notare sulla destra i laboratori di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Continuando invece il percorso all’interno del Parco si giunge alla Villa Fabricotti totalmente immersa nel verde e circondata da un’esposizione permanente di sculture in marmo. Il Parco rappresenta uno straordinario patrimonio botanico ed è naturalmente la casa di svariate specie animali che si possono ammirare in tutta tranquillità percorrendo il sentiero che lo attraversa.

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Per informazioni e partecipare allo specifico tour di Carrara potete contattare direttamente l’ideatrice Cristina Piga

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